La casa materna in Calabria

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Colori utilizzati per la pittura murale

Quando si lavora per gli altri è sicuramente tutto più semplice e immediato. Ho sempre le idee chiare sul da farsi, su cosa desidera il cliente e su come armonizzare gli ambienti. Ma quando il “committente” è mia madre ,o meglio, la mia famiglia, il gioco si fa arduo e per nulla semplice. Vorresti inserire in casa tutto quello che ti piace e quindi non basterebbero cinque cucine, dieci bagni e chissà quanti mq di pavimentazioni. Ed invece abbiamo concentrato i ns desideri, le ns abitudini e giocando con il colore, abbiamo , credo, reso casa un “piccolo desiderio realizzato”.

I lavori erano “nell’aria” da anni..da quando ho l’uso della parola, la mia modifica essenziale e assoluta doveva essere la demolizione della parete tra l’ingresso , la cucina e il piccolo soggiorno…. oltre che l’eliminazione del mobile che mia madre si porta dietro da 30 anni. Ma mentre sulla seconda, ci sto ancora lavorando, la prima cosa è avvenuta prima di questa estate, come si può notare dalla prima delle foto.  L’altra cosa a cui io e mio fratello abbiamo rinunciato volentieri, è la vasca da bagno  a favore di un box doccia easy e comodo.

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Manutenzione straordinaria in un appartamento

Ho iniziato questo nuovo lavoro solo un mese fa, il committente ha avuto, purtroppo, problemi di “infiltrazioni” viste le tubazioni vetuste dell’ appartamento. Mi sono occupata della compilazione della documentazione della Scia da presentare al Comune, consulenza e scelta materiale per rifacimento bagni e direzioni lavori. Abbiamo iniziato i lavori il 30 ottobre 2014 e stiamo finendo gli ultimi ritocchi , solo per tardata consegna del materiale, in questa settimana.

La particolarità di questo appartamento è la presistenza di un bagno cieco, con pianta irregolare, accesso nel lato lungo (Si fa per dire!) e con se seguenti misure : 0.70/0,82 X 1,72 mt. Essendo un bagno di uso esclusivo del committente e viste le misure veramente ristrette dello stesso…abbiamo optato per un rivestimento fresco, giovane e che inglobasse , comunque, degli arredi esistenti.

Ho preferito cambiare verso al wc, far realizzare una mensola su misura in legno lamellare laccata opaca su cui ho alloggiato un lavabo tondo ø 40 cm ed un rubinetto da piano con erogazione a cascata e sempre della stessa fattura, altre 3 mensole dove poter appoggiare ciò che può esser utile. La doccia, di esigue dimensioni (70X70 il piatto in ceramica) è completa di doccetta saliscendi e soffione . La parete doccia, ancora da montare, è a soffietto e in vetro temperato trasparente in modo da dare un senso di ampiezza e profondità anche quando è chiusa.

Il bagno padronale, invece, presentava un gradino h.18 cm per la presenza delle tubazioni del bagno esistente. Il pavimento esistente era l’ultimo di una serie , il rivestimento, invece, era posato in modo irregolare e le pareti non erano a “squadro”.

Abbiamo scelto una pavimentazione e un rivestimento neutro e nei colori del tortora e caffè. La vasca è stata rivestita in mosaico preinciso rettangolare e lo stesso è stato usato per una fascia decorativa perimetrale posta prima dell’ultima fila di mattonelle a rivestimento. Il mobile da bagno è rimasto quello che vi era, il colore si è rivelato idoneo al rivestimento . Cosi come il termoarredo .

Il resto della casa è stato ritinteggiato di bianco. Nella zona giorno abbiamo messo in evidenza l’ingresso, con un controsoffitto in cartongesso h.10 cm in modo da poter alloggiare dei faretti a led. Nella zona giorno abbiamo , invece, preferito usare delle cornici di gesso su 3 dei 4 lati in cui allestiremo delle luci led a nastro.

Di particolare effetto sono il lampadario della cucina, quello della camera da letto e i due delle camerette dei bambini.

Lavoro censito dall’Istituto Quasar Design University

Cattura

Articolo sul sito web di Quasar Design University

Il Moro di Venezia XXVII, nota imbarcazione da regata, arrivata prima al Campionato invernale di Vela d’altura di Roma (2011) e ben classificata nelle più importanti manifestazioni veliche, vede tra i progettisti dei suoi interni anche Roberta Rose.

Roberta Rose, da Cosenza di trasferisce a Roma per inseguire un progetto ben preciso, quello della sua vita: fare l’architetto. Dopo la laurea in Architettura decide di frequentare nel 2008 il Master in Yacht Design dell’Istituto Quasar. Grazie al Master, Roberta riesce a specializzarsi e ad inserirsi in tempi rapidi in un mondo professionale complesso come quello della nautica, collaborando già nel 2009 alla progettazione degli interni della NM43 del Cantiere Nautilus Marine.

“Questa esperienza è stata davvero importante, perché mi ha permesso di applicare sul campo ciò che avevo imparato al Master, di seguire i vari processi in cantiere e di confrontarmi con un ingegnere navale del calibro di Maurizio Cossutti, che è davvero ai massimi livelli in questo settore”, racconta con soddisfazione. A questa è seguita una sfida professionalea ancora più grande: la progettazione degli arredi interni per il Moro Di Venezia XXVII. Nello specifico, sempre in collaborazione con l’ing. Cossutti, Roberta Rose si è occupata della progettazione della dinette, dello spazio carteggio e della cucina, curandone tutti i più piccoli dettagli.

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